Lettori

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Alcune Indicazioni Importanti per i Lettori


Lo scopo di queste indicazioni è quello di far crescere sempre di più la qualità della celebrazione eucaristica alla domenica, non per fare “bella figura” o perché dev’essere una bella “Cerimonia” (come lo sono quelle del 25 aprile, del 2 giugno o quelle fatte dalle autorità civili per qualche altro evento). Ciò che si svolge in chiesa è una liturgia sacra, che deve parlare di Dio e non di esibizioni, di pubblicità di persone o iniziative che non centrano niente con ciò che Dio vuole comunicare al suo popolo. Per questo vorremmo fare un primo passo di crescita prendendo in considerazione la proclamazione delle letture nelle nostre messe, aiutando così chi parteciperà alle liturgie della nostra Comunità ad accorgersi che quello che si sta facendo in chiesa è molto importante per la nostra vita cristiana e per la comunità. 


Premessa:

COME PROCLAMARE LA PAROLA DI DIO 

La lettura (o, meglio, la proclamazione) in assemblea è il risultato di due operazioni che tutti facciamo normalmente: leggere e parlare. Il carattere pubblico della lettura, però, richiede che siano rispettati alcuni principi: 

non si legge in assemblea come si legge per proprio conto un giornale o un romanzo;

non si parla in assemblea come si fa in una conversazione fra due o tre persone.

A queste osservazioni, che valgono per qualsiasi lettura in pubblico, se ne aggiunge un'altra che è caratteristica della proclamazione dei testi biblici in una celebrazione: è Cristo “che parla quando nella Chiesa si proclama la Sacra Scrittura”. Che il Signore parli nell'assemblea dipende dunque, almeno in parte, dal modo con cui il lettore svolge il proprio compito.

Il teologo tedesco D. Bonhoeffer scrive: «Ci si accorgerà presto che non è facile leggere la Bibbia agli altri. Più l'atteggiamento interno verso il testo sarà spoglio, umile, obiettivo, più la lettura sarà adeguata... Una regola da osservare per leggere bene un testo biblico è di non identificarsi mai con l'io che vi è espresso. Non sono io ad irritarmi, a consolare, ad esortare, ma Dio. Certo, non si deve leggere il testo con tono monotono e indifferente; al contrario, lo leggerò sentendomi io stesso interiormente impegnato e interpellato. Ma tutta la differenza fra una buona e una cattiva lettura apparirà quando, invece di prendere il posto di Dio, io accetterò semplicemente di servirlo. Altrimenti rischio ... di attirare l'attenzione dell'uditore sulla mia persona e non sulla parola: è il vizio che minaccia ogni lettura della bibbia».


Prima dell’Eucaristia


Arrivare almeno 5 minuti prima dell’eucaristia (sarebbe preferibile una decina)

Chiedere al sacerdote se ci sono lettori che già sono stati invitati a proclamare la Parola (si evita così al prete delle ricerche “disperate” immediatamente prima della messa). Si può anche accordarsi tra lettori avvisando per tempo il sacerdote che presiede.

Leggersi e prepararsi la lettura prima della messa (non durante) e chiedere al sacerdote chiarimenti se si trovano delle parole o dei nomi difficili da pronunciare (accenti, ecc.). Se possibile controllare prima della messa al Lezionario posto sull’ambone sia è posizionato sulla pagina giusta (in modo da non trovarsi al momento delle letture con la pagina sbagliata e leggere così la lettura non corrispondente)


Durante l’Eucaristia


Per chi legge l’ACCOGLIENZA


Da alcune domeniche prepariamo una breve accoglienza da leggere subito dopo il saluto iniziale (“il Signore sia con voi….”)

È preferibile che chi legge l’accoglienza legga anche le preghiere dei fedeli.

L’accoglienza e le preghiere vanno lette preferibilmente su un microfono laterale, non su quello dell’ambone. Se non è possibile (quando la chiesa è dotata di un solo microfono) allora le si legga dall’ambone.

Il lettore si prepari per tempo sia per le preghiere che per l’accoglienza

Ricordarsi di posizionarsi sempre il microfono diretto alla bocca e mantenersi a una distanza dal microfono di 10 centimetri (massimo). Se non si sa come spostarsi il microfono sulla bocca fare delle prove prima dell’inizio della celebrazione per evitare spiacevoli e imbarazzanti problemi durante la messa.


Per chi proclama le LETTURE


Il comportamento del lettore incomincia nel momento in cui ci si sposta verso l'ambone (cioè il luogo da cui si proclamano le letture). Non si dovrebbe partire dal proprio posto prima che sia concluso ciò che precede (orazione, lettura o canto)! Uno spostamento calmo prepara l'uditorio ad ascoltare con attenzione.


Prima di proclamare la parola di Dio ti può essere d’aiuto questa preghiera semplice, ma molto bella: «il Signore sia nel mio cuore e sulle mie labbra perché io possa annunciare degnamente la sua Parola».

Non si leggono mai i titoli (es: Accoglienza; Preghiere dei fedeli; Prima lettura; Seconda lettura; …).

Il foglietto delle letture non va portato all’ambone per 3 motivi: 

1. il foglietto può disturbare durante la proclamazione perché non è stabile; 

2. non è molto elegante vedere un foglietto sull’ambone; 

3. le parole sul lezionario sono 5 volte più grandi di quelle stampate sul foglietto e quindi più facili da leggere.


Quando si esce per andare a proclamare le letture, fare sempre un inchino (non una genuflessione) verso l’altare.

Ricordarsi di posizionare in modo giusto il microfono.

Si inizia a leggere così: “dal libro della Genesi”, mai leggere l’indicazione “Prima Lettura” e così neppure “Seconda Lettura”, tanto meno “Salmo Responsoriale”. Queste sono  solo indicazioni per il lettore e non parole contenute nella Bibbia e non danno nessuna informazione utile all’assemblea perché è già chiaro a tutti in quale momento della celebrazione ci si trovi.


Leggere le letture lentamente, pronunciando bene le parole senza mangiarsi le vocali finali. Le frasi di un testo hanno un ritmo che il lettore dovrebbe saper rendere. Si tratta del modo in cui viene regolata la successione delle sillabe e delle parole. Per rendere bene il ritmo di una frase, è necessario aver stabilito in precedenza tutte le pause. In alcuni casi, inoltre, si tende a leggere troppo in fretta. Ricordiamo che chi ascolta ha bisogno di tempo per poter organizzare i suoni che sente in una frase dotata di senso. E questo dipende dalle pause e anche dalla velocità con cui si parla. La velocità, in particolare, dovrebbe essere decisamente più lenta che nella comune conversazione. Ricordarsi che quello che si legge è PAROLA DI DIO.


Finita la prima lettura si dice: “Parola di Dio” e non “è Parola di Dio”: questo per il semplice motivo che non siamo noi che diamo autorevolezza alla Parola di Dio (aggiungendo l’ “è”), ma è di per se stessa autorevole (la Parola viene da Dio, non da un pinco pallino qualsiasi).

Finita la prima lettura, si aspetta qualche istante per staccarla dal Salmo Responsoriale e poi si inizia il Salmo senza dire “Salmo Responsoriale… ripetiamo assieme…. Si legge direttamente il ritornello che si intercalerà ad ogni strofa del salmo (se l’assemblea non ricorda bene il ritornello, il lettore lo ripete assieme senza sovrastare l’assemblea).


Finita la seconda lettura, il lettore va al posto se si canta l’alleluia e il versetto (che si dice anche “acclamazione al Vangelo”); legge il versetto se invece viene cantato solo l’alleluia. Per sapere come agire e non trovarsi in balia di sguardi incerti e imbarazzati, è bene che il lettore si informi prima della messa dal direttore del coro o dal sacerdote stesso sulle modalità con cui si svolgerà l’acclamazione al vangelo.

Terminata la lettura, prima di allontanarsi, il lettore dovrebbe fare una breve pausa, attendere la risposta dell'assemblea (cioè "Rendiamo grazie a Dio") e non scappare subito via come alla fine di un compito sgradevole.


Per chi legge le preghiere dei fedeli


Si invita sempre l’assemblea a pregare dicendo: “preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore”, anche quando non c’è scritto sul foglietto delle preghiere.

Finite le preghiere si resta sul microfono laterale (o se non c’è, sull’ambone) e si scende al posto solo dopo la preghiera del sacerdote.

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