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ANNO GIUBILARE di PADRE PIO da PIETRALCINA

Un modello di vita cristiana, per i religiosi, per i sacerdoti e per i laici. Questa è la vera eredità che ha lasciato padre Pio ai suoi confratelli, all’incalcolabile popolo di devoti sparsi nel mondo e all’intera Chiesa. Un’eredità che risplende come un faro, ancora oggi, a 50 anni dalla morte. Così San Giovanni Rotondo continua a essere meta di milioni di pellegrini all’anno. Pellegrini non turisti. Viaggiatori che accettano il disagio di un lungo, con frugale pasto “a sacco”, per confessarsi, accostarsi alla mensa eucaristica e pregare dinanzi al corpo del mistico cappuccino, ormai diventato reliquia. A testimoniare il ruolo vivo e significativo di padre Pio nella Chiesa  del terzo millennio sono la sempre più capillare diffusione della sua popolarità e le autorevoli parole dei pontefici. Anche i Papi del terzo millennio, come già avevano fatto Pio XII e Paolo VI nel secolo scorso, hanno espresso lusinghieri giudizi sullo stigmatizzato del Gargano, indicandolo come esempio da seguire. Questa offerta deve raggiungere la sua massima espressione nella celebrazione del sacrificio eucaristico. E chi non ricorda il fervore col quale padre Pio riviveva, nella messa, la passione di Cristo? Da qui la stima che egli aveva della messa come momento decisivo della salvezza e della santificazione dell’uomo mediante la partecipazione alle sofferenze stesse del crocefisso. Questa intima e amorosa partecipazione al sacrificio di Cristo fu per padre Pio l’origine della dedizione e disponibilità nei confronti delle anime, di quelle soprattutto impigliate nei lacci del peccato e nelle angustie della miseria umana. Egli si impegnò in particolare nella direzione spirituale. Anche questo può essere un esempio per molti sacerdoti.


Il 21 giugno 2009 Benedetto XVI ha evidenziato che “padre Pio attirava sulla via della santità” con la sua stessa testimonianza, indicando con l’esempio di “binario” che a essa conduce: la preghiera e la carità. Prima di tutto la preghiera. Infine, il 17 marzo scorso, Francesco ha sottolineato che “ san Pio, a cinquant’anni dalla sua andata in cielo, ci aiuta, perché in eredità ha voluto lasciarci la preghiera. La preghiera è un gesto di amore, è stare con Dio e portargli la vita del mondo: è un’indispensabile opera di misericordia spirituale. Per questo padre Pio ci ha lasciato i gruppi di preghiera. Ha combattuto il male per tutta la vita e l’ha combattuto sapientemente, come il Signore: con l’umiltà, con l’obbedienza, con la croce, offrendo il dolore per amore. E tutti ne sono ammirati; ma pochi fanno lo stesso. Tanti parlano bene, ma quanti imitano?”

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